INTERVENTI DI MODERAZIONE DEL TRAFFICO SULLA VIABILITA' URBANA DI PADOVA - Anno: 2003 - 2004

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Il progetto è costituito dalla somma di alcuni interventi puntuali sulla viabilità in attuazione a quanto previsto dal P.P.T.U. Gli interventi contenuti sono stati selezionati secondo alcuni criteri determinati da una scala di priorità che ha privilegiato le zone con i maggiori problemi di viabilità, la necessità di miglioramento della qualità urbana e le segnalazioni di associazioni, enti e cittadini, come meglio dettagliato nei paragrafi successivi. Il metodo di approccio per la progettazione / composizione di tutti gli interventi fa riferimento ai principi e alle tecniche della cosiddetta Moderazione del Traffico, quindi in assoluta sintonia con quanto previsto negli strumenti di pianificazione gerarchicamente superiori P.G.T.U. e P.P.T.U. Pur trattandosi di singoli interventi precisamente localizzati, il progetto ha una matrice generativa unitaria che si esplicita in una particolare ricerca di omogeneità degli interventi sia per quanto attiene alla composizione che individua una modularità costante per tutti, e alla quale ogni interventi si attiene, sia all'individuazione di una serie di caratteri estetico-architettonici in grado di caratterizzare gli interventi di questo progetto al fine di proporre una riconoscibilità ed identificazione per ogni singolo quartiere. Gli obbiettivi del progetto si concretizzano mirando a: - gruppi di interventi consequenziali che consentano di relazionare l'effetto positivo del singolo intervento ai benefici effetti di interventi limitrofi così da ottenerne la massima efficacia possibile; non quindi interventi isolati e sconnessi gli uni dagli altri ma gruppi di interventi che siano in grado di far ricadere in una zona più ampia possibile l'effetto di moderazione e riqualificazione cercato; - sicurezza per i più deboli ovvero la necessità di favorire le fasce che sono state individuate nei bambini e portatori di handicap: i primi vengono favoriti particolarmente nel percorso cosiddetto Casa-Scuola ed in particolare mettendo in sicurezza proprio la strada normalmente antistante all'edificio scolastico, i secondi nella particolare attenzione posta ad ogni intervento nell'eliminare tutte le barriere architettoniche; - istanze di associazioni e di cittadini, raccolte nel corso di anni e di incontri che sono state raggruppate per aree e per categorie di interventi richiesti e messe in relazione con i primi due criteri diventando elemento discriminante per l'individuazione degli interventi; ulteriori istanze che non hanno trovato risposta in quanto ritenute prioritariamente più "deboli" nella capacità di correlazione, verranno inserite nel prossimo stralcio. Tutti gli interventi riguardanoo il sedime stradale e pedonale, comprese eventuali banchine ed aree connesse alla viabilità stradale esistente. Il tipo di interventi si limiteranno alla modifica, eventuale, delle quote del piano stradale/pedonale di 10-15 cm rispetto all'esistente tramite interventi di rifacimento delle pavimentazioni con apporto di nuovo materiale e/o di asporto della pavimentazione esistente (scarifica). Ciò ad indicare che non verrà modificata sostanzialmente la morfologia del terreno esistente inteso come modifica della regimentazione degli scoli delle acque, o della stratificazione del terreno. Gli interventi non interesseranno modifiche dell'assetto irriguo e di smaltimento delle acque. La viabilità, oltre a rappresentare la sede principale del flusso dei veicoli è anche la sede "naturale" di quasi tutti i sottoservizi di cui la città è dotata nella sua normale infrastrutturazione. Dal punto di vista progettuale, per precisa scelta, non si è intervenuti nello spostamento dell'illuminazione pubblica anche se in alcuni interventi ciò sarebbe possibile. Si è ritenuto infatti, a fronte di un budget di spesa contenuto, di privilegiare il numero di interventi demandandone la caratterizzazione ad altri elementi architettonici piuttosto che tramite un progetto dell'illuminazione peculiare per ciascun sito di intervento. DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO L'estrema frammentazione dei siti in cui il progetto si estende in un'area equivalente all'intero territorio circoscrizionale (ma con modalità e metodi analoghi in tutto il territorio comunale) e la necessità di fare percepire comunque l'unitarietà dell'intervento secondo due differenti gradi di percezione, una legata al quartiere e l'altra alla città, ha suggerito l'ipotesi di costituire un criterio generale d'intervento che potesse diventare "regola" per tutti gli interventi. Il porre tale regola, che evidentemente ha una declinazione di tipo compositivo, deriva dalla necessità di intervenire nel rispetto delle tecniche della Moderazione del Traffico che pongono alla base del soddisfacimento degli aspetti funzionali di regolazione dei vari livelli di traffico, mediante la loro pacifica coesistenza, il miglioramento della qualità urbana degli spazi stradali e quindi una sorta di loro "promozione" da meri spazi funzionali di "contenitori" di flussi viabilistici in veri e propri frammenti di urbanità. Il tema dell'urbanità degli spazi, in termini di percezione, porta con sé la necessità di affrontarlo compositivamente dando risposte a quelle istanze di tipo percettivo-sensoriale che, a livello sociale, formano la coscienza di identità di un luogo e di appartenenza a quel luogo. Questi elementi, apparentemente inconsistenti, sono la chiave attraverso la quale è possibile mettere in relazione più spazi, distanti tra loro, mediante due strumenti compositivi: una regola che leghi sottilmente e impercettibilmente tutti gli interventi in un'unica identità comune a tutta l'area municipale e uno stile che, declinando caratteri diversi (ma simili per non perderne l'identità), consenta l'affermarsi di una percezione di appartenenza ad un preciso luogo-circoscrizione. I principi di funzionamento delle tecniche della Moderazione del Traffico fanno leva nelle reazioni istintive a delle percezioni sensoriali indotte agli utenti della strada; infatti normalmente il moto del veicolo lungo la traiettoria è confortato dalla percezione esatta e definita dei limiti della carreggiata da parte del conducente del veicoli che che istintivamente ritiene che quello spazio stradale gli appartenga in via esclusiva. L'interruzione di queste percezioni con alcuni possibili artifici come: a) il restringimento dei limiti percepiti, b) l'interruzione della possibilità di definire tali limiti, c) l'interferenza di elementi che vengono percepiti come contrastanti rispetto alla traiettoria, come ad esempio delle linee perpendicolari all'asse della carreggiata, creano un immediato innalzamento del valore di attenzione sul conducente e un inconscia diminuzione della velocità del veicolo. Per contro la percezione di uno spazio urbano da parte di un pedone normalmente passa attraverso un'inconscia semplificazione che porta a individuare nella piazza l'archetipo dell'urbanità: piazza = spazio senza limiti (che non siano il bordo edificato). Non a caso una delle tecniche fondamentali della Moderazione del Traffico consiste in quello che gli svizzeri-italiani, traducendo in maniera forse non troppo felice un gergo svizzero-tedesco, definisco ingranaggio ovvero il disegno della carreggiata stradale come una superficie senza discontinuità verticali nella quale i limiti coincidono con i bordi delle case e delle recinzioni e sulla quale non è percettivamente definibile il percorso dei veicoli (e quello dei pedoni). La materializzazione di questi concetti può diventare una sorta di maglia (o rete) che se sovrapposta alla carreggiata ha come limiti i bordi dei fabbricati e delle recinzioni e come passo un modulo prefissato di 2,5 ml (in senso perpendicolare all'asse stradale). In senso parallelo all'asse stradale la maglia avrà la dimensione funzionale imposta dalla larghezza della carreggiata ristretta secondo gli standard della MdT da noi individuati (3,2 - 4,2 - 6,2) a seconda del tipo di flusso. Nei nodi di tale maglia vengono posti gli elementi "cardine" della percezione dello spazio ovvero degli elementi verticali (dissuasori) che misurano e definiscono lo spazio urbano. La maglia è la regola. La regola rappresenta e caratterizza la municipalità padovana, la peculiarità dell'intervento esteso a tutta l'area comunale. I caratteri stilistici Il modo con cui la maglia-regola, di per se elemento asettico e teorico costituito solo da allineamenti orizzontali ed emergenze verticali posti sui nodi, viene costruita, i materiali e le modalità con cui viene esplicitata, rappresentano i caratteri stilistici che caratterizzano in maniera precisa e distintiva ciascuna circoscrizione: costruisce la percezione di appartenenza a un luogo definito (quartiere) in un ambito comune (la municipalità) da parte dei fruitori-cittadini. La materializzazione più immediata della maglia può avvenire attraverso l'esplicitazione dei suoi assi direttori facendoli coincidere con delle fasce di blocchetti di calcestruzzo (betonelle) della larghezza di circa 20 cm e l'apposizione di dissuasori, sempre in blocchetti prefabbricati (conci) di calcestruzzo sui nodi. Tale tecnica è quella già molte volte sperimentata, soprattutto in Svizzera dall'arch. Custer, che ha dato ottimi risultati sia funzionali che soprattutto estetici per la sua peculiare semplicità e ad un tempo eleganza. Tali fasce possono essere anche materializzate attraverso del porfido, del trattamento della pavimentazione d'asfalto (street-print) o anche più semplicemente con delle coloriture dell'asfalto stesso. Possono essere evidenziate anche attraverso la pavimentazione dei settori che esse stesse delimitano. Per facilitare la lettura dell'unitarietà degli interventi all'interno dello stesso quartiere si è scelto, poiché sia la pavimentazione che i dissuasori sono costituiti da elementi in blocchi di cls prefabbricato, di utilizzare la medesima tonalità e colorazione cromatica sia per gli elementi verticali che quelli orizzontali.

Categoria Intervento:
Progettazione e direzione lavori stradali

Committente:
Comune di Padova (PD)

Importo opere:
€ 1.130.000,00

Prestazioni:
Progetto definitivo, esecutivo